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Etiopia

Alla ricerca dell’Arca perduta

L'Etiopia e un paese di pietra. In ogni senso: la civiltà dei suoi altopiani é cristiana, severa, conservatrice, in bilico perenne fra modernità e medioevo. Le chiese scolpite nelle sue montagne ne sono la testimonianza perfetta. L'Etiopia é terra di una grandiosa antichità (I Regni di Axum) e di un medioevo stupefacente (le basiliche rupestri di Lalibela, i monasteri del lago Tana, i castelli di Gondar). La sua geografia un altopiano quasi inaccessibile) e geopolitica (un'isola cristiana accerchiata dal mondo musulmano)

Avevano decretato per mille e più anni il suo isolamento.  L’altopiano è una terra immensa, vasta quasi metà dell’intero Paese. Allaccia la scarpata che precipita nel Mar Rosso o nella depressione dancala alle grandi pianure alluvionali del Nilo Bianco. Ha un'altezza media di oltre duemila metri. La sua vetta più alta, il Ras Dashan, al centro della catena dei monti Simien, supera i quattromila e cinquecento metri.

Questa e la regione di una grandiosa civiltà cristiana. l contadini dell'altopiano hanno vissuto da quasi duemila anni in bilico fra uria impensabile fatica quotidiana e la sacralità testarda della loro religione. Chi vuol conoscere l’antica Etiopia deve lasciare la sua capitale e andare verso nord. Verso le montagne più alte, i pianori più nascosti, le terre più impervie. Deve percorrere in giorni di viaggio le strade imperiali che, in un grande cerchio, abbracciano il lago Tana( e le sorgenti del Nilo Azzurro), la corte sorprendente dei castelli di Gondar, la foresta di stele di Axum e le cattedrali rupestri di Lalibela. 

Nel regno del berberè

In Etiopia si mangia seduti in cerchio. Con le mani, strumento ben più, utile di una semplice forchetta. Si mangia in silenzio attorno al mosob, un cesto cilindrico di fibre intrecciate e colorate, su cui è poggiato il grande piatto delle vivande. Sulla ‘njera, la focaccia acidula e spugnosa fatta utilizzando il teff, il cereale più pregiato dell’altopiano etiopico, vengono poggiati gli stufati di carne e le verdure dei piatti vegetariani nei giorni del digiuno dei cristiani dell’altopiano. Non si rinuncia mai alla salsa, al wot, intingolo piccantissimo, composto da cipolle rosse macinate assieme  al berberè, una polvere di peperoncino rosso mischiata con altre decine di spezie. 

Il rito del caffè

Il caffè è un rito in Etiopia. Non è solo una ricchezza della sua economia: è una cerimonia dall'aria magica, importante e beneaugurante nei giorni di festa. È un gioco di erbe, profumi, presagi, fumo, desideri, sapori. Il caffè viene tostato sul fuoco, gli ospiti ne assaporano il profumo agitando le mani e spingendo il fumo sotto il proprio naso. Il caffè, una volta pestato, viene bollito in un'anfora di argilla. La bevanda, nera e bollente, viene versata in ogni tazzina, e bisogna berne almeno tre. Il rito del caffè, spiegano le e donne più anziane, invoca gli spiriti: ogni giorno ha il suo folletto.

 

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